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Date: martedì, 07 ottobre 2008 Il cielo è grigio ma se continuo a guardare fuori dalla finestra, sono certa diventerà azzurro.
Un azzurro talmente bello da parer finto, qualcuno ha modificato le nuvole con photoshop e ora ci sono dei bambini che giocano e dei fiori che sbocciano.
Sta inziando a piovere sul tettuccio di un’auto rossa diretta verso il sole, io la guardo da quassù e non posso fare a meno di sorridere. Un buco nel cuore colmo di speranza.
Mi hai chiesto se credo in Dio e ti ho risposto di no, mi ha detto che tu ci credi e non ti vergogni a dirmelo. Non devi vergognarti avremo sicuramente due fedi diverse, ma pur sempre di fede si tratta.
L’altra notte ho dialogato a lungo con mia nonna, sta bene sai? Dice di star tranquilla che dove sta lei ora è felice e non soffre, dice che avrebbe voluto avvisare prima della sua partenza ma non ha fatto in tempo. L’ho perdonata.. Si avvicina l’anniversario del suo viaggio e puntualmente ogni anno mi manda una sua foto in sogno. Ti saluta sai? E dice che non c’è spazio per nessun’altro nel suo appartamento, per cui non preoccuparti.
Ti piacciono le rose? Te ne regalo una bianca.
Ci dividono solo 2 piastrelle, non sei felice? Hai proprio ragione, nessuno sa..mi viene da sorridere sai? E’ questo il bello.
Non devi preoccuparti per me, so esattamente dove sistemare la mia croce..e poi, questa volta non è così tanto ingombrante.
Sembre Bene Sempre Sory
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Date: lunedì, 06 ottobre 2008 Ciò che non muore si risente...
Ma come può finire quel che mai è iniziato?
Come annullarsi totalmente per diventare il trait d’union tra due corpi e un’anima che fa acqua da tutte le parti.
La ragazza questa volta sa dove riporre i suoi pensieri.
In un spazio senza fissa dimora di un giorno senza tempo.
Amarcord.
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Date: domenica, 21 settembre 2008 Tutto così meravigliosamente difficile...tutto così meravigliosamente difficile...tutto così meravigliosamente difficile...tutto così meravigliosamente difficile...tutto così meravigliosamente difficile.....tutto così meravigliosamente difficile....tutto così meravigliosamente difficile.. |
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Date: giovedì, 24 luglio 2008 La merda evapora.
Ieri sera mi sono trovata in un consiglio comunale estemporaneo, il tema della discussione era la mancanza di spazi sociali, luoghi di aggregazione dover potersi esprimere senza l’esigenza dell’onnipresente denaro. Sono arrivata tardi, ma mi è bastato per farmi salire la carogna. A presenziare il dibattito, uno scrittore/punk ex virus, un critico musicale di sinistra che più di sinistra non si può e 4 esponenti della scena musicale locale.
Durante un’ora di dibattito, se non di più, hanno parlato di tutto fuorché degli spazi sociali...e quando qualcuno ha osato dire che uno spazio c’era ma magicamente è andato in “fumo” il discorso è stato deviato.
Avrei voluto prendere il microfono e parlare di quel posto, luogo che tra l’altro ha passato 3 generazioni di gestione TUTTE PRESENTI IERI SERA, ma non ho voluto che le merde ipocrite e volta gabbana sputassero ancora una volta in faccia alla casa di un popolo che ormai si difende con i denti.
Soldi-soldi-soldi, mi sono vergognata di essere una figlia della Piazza Ducale.
A ribarltare il fuoriTema è stato il FUORI VENA..lungometraggio di Tekla Taidelli sulla scena underground milanese, sulla dipendenza e sulla serietà della questione eronia...che cazzo di nome poi!
A tratti comico, no anzi mi ha fatto piegare dal ridere, con un sfondo assolutamente triste e disgraziato.
Geniale assolutamente Geniale!
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Date: lunedì, 21 luglio 2008 ...e si finisce sempre per inciampare in grandissimi pezzi di merda...comincio ad essere stanca della pochezza che mi circonda. Delle belle frasi per imbambolare bamboline imbottite, delle stronzate dette all’alba sotto fiumi di delirio, dei messaggi senza senso con un senso e della regressione all’infantilità. Si è grandi solo quando si vuol mostrar la forma ma alla fin fine si è alti come un labello che invece di ammorbidire labbra indurisce l’anima.
Sempre di più...fa sempre più male.
E poi tu fai star male e non te ne accorgi perchè sei troppo presa dalla ricerca del fiore perfetto, quello che passi una vita a cercare e poi....quello che non esiste, quello che nessuno è perfetto, quello che ... Cristo se mi capiti sotto tiro ti spacco la testa!
Allora uno si avvelena con il fumo passivo di una passione che si è bruciata, consumata..e che alla luce del sole, il tanto e amato sole, svanisce nel nulla...così da dove è venuta.
Il nulla del vizio riempie la notte!
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Date: giovedì, 17 luglio 2008 C'è un simpatico spammer che ogni tanto cerca di piazzarmi qualche virus ....... TIPO CHE HAI ROTTO IL CAZZO! |
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un bacio rubato alla luna ubriaca Date: lunedì, 07 luglio 2008 Ho svuotato l’armadio ed ho buttato via un sacco di vestiti il cui unico scopo era quello di rimanere immobili in attesa che la sottoscritta si ricordasse di loro.
Ogni maglia, pantalone, canotta ha un ricordo ben preciso...forse è per questo motivo che sono rimasti ad occupar spazio per tutto questo tempo.
Ecco ora dei ricordi non me ne faccio niente così come non me ne faccio niente di quegli abiti!
Mi stanno stretti o larghi, corti o lunghi..insomma non si accordano più ne con il mio corpo ne con la mia mente.
Un sacco nero come complice e via di aria fresca.
Ora l’armadio è mezzo vuoto ma in ordine, non so per quanto tempo.
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Paginazione
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EMMEglioTardiChe.... ..... TaRdIsSiMo! a proposito diEMME IO sono realmente come mi vedete VOI: ma ciò non toglie, cari signori miei che io non sia anche come mi vedono le vostre mogli, mio fratello, mia madre e il mio vicino... Così è (se Vi, pare)Who is EMME?
Vidi una donna bellissima
con gli occhi bendati
eretta sui gradini di un tempio di marmo.
Grandi moltitudini passavano davanti a lei,
sollevando la faccia ad implorarla.
Nella mano sinistra teneva una spada.
Brandiva quella spada, colpendo a volte un bimbo, a volte un operaio,
ora una donna che tentava sottrarsi, ora un folle.
Nella destra teneva una bilancia;
nella bilancia venivano gettati pezzi d'oro
da quelli che schivavano i colpi del1a spada.
Un uomo con la toga nera lesse da un manoscritto:
"Ella non rispetta gli uomini."
Poi un giovanotto col berretto rosso
balzò al suo fianco e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano corrose
dalle palpebre imputridite;
le pupille bruciate da un muco latteo;
la follia di un'anima morente
le era scritta sul volto -
ma la moltitudine vide perché portava la benda." Astoria - Sala 3 libr.NOVECENTO
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia
e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
ARCHinHEL[24set]
Beatrice Antolini
Giorgio Canali
Jennifer Gentle
Ginevra
Marta sui Tubi
Sonic Youth
Grazie della visita! *loading*
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